Proprio stasera, guardando x-files, mi è venuta voglia, per via della quantità di informazioni scientifiche veicolate dalla serie, di provare un moderno apparato elettronico acquistato da un onesto venditore di un nobile paese, un cinese dai.

Lo prendo, lo estraggo dalla scatola, lo poggio sul tavolino IKEA LACK color weghè nel mio salotto con pavimenti di marmo, delicatemente rimuovo il coperchio per avere accesso ai bottoni che ne programmano le funzioni, premo sul tasto ON e
PORCODDDIONONSEACCENNE!!!!
CHECCAZZOVORRDDIIIIIIII!!!

Avevo già notato questo fenomeno prima, ma non me ne ero mai accorto finché non ne ero stato io stesso testimone.
L’oggetto in questione, che per comodità d’ora in poi chiameremo “pedro” , era stato avvistato numerose volte nelle abitazioni dei miei amici (non che io ne abbia davvero, serve solo per migliorare il racconto).
E il risultato era stato sempre lo stesso:
(immaginate questa conversazione fra me e una nobile decaduta dell’impero romano d’occidente, in quasi imminente disfacimento)
– “chissà quanto pesa questa sedia!”
– “aspeeeeò pijo pedro, l’ho preso oggi darciaina, lui te dice eecose suuecose, tipo… basta che schiacci qua, je fai così, e lui te dice quanto pesa’assedia!”
– “bene! corri a prenderlo”
– “ma che davero?! so finiteebbatterie! ho pijato ieri, mo’ domani jhooriporto”
– “accidenti!” (faccia triste)
E nessuno seppe mai quanto pesasse quella sedia.
Per essere precisi, questa sedia.

Il ché mi ha dato da pensare.
Perché continuiamo a comprare pedro dai cinesi, se tanto lo sappiamo tutti che lo provi al negozio, c’ha le pile scariche, lui ce mette un’altra pila scarica, ma che grazie alla magia cinese dura abbastanza da fartelo usare quelle 2/3 volte che t’è servito davvero, e poi se riscarica?
La risposta più ovvia è: “che ne sò?”
Infatti neanche io lo so come fanno, ma effettivamente, lo fanno.
Qualcuno ha mai pensato di studiarli?

Parlando d’altro,
Leggendo qua e là le dichiarazioni del buo Beppe Grillo, mi sono imbattuto in una di quelle che avrebbero dovuto far saltare le scrivanie in tutte le redazioni dei giornali.Invece niente, silenzio.
Cosa avrà detto Beppe?
Beh, più o meno ha detto (il più o meno ce lo metto io, le parole ce le mette Beppe Grillo in persona): “Ho incanalato tutta la rabbia in questo movimento. Dovrebbero ringraziarci uno ad uno: se noi falliamo l’Italia sarà guidata dalla violenza nelle strade”.

Beh, cosa c’è di male? grazie Beppe!

Il fatto è che c’è qualcosa di male.
Non per sé, ma per come lo dice, cosa ci sta dicendo?
Voi l’avete capito?
Io ho capito che lui ha messo su un sistema di controllo delle masse grazie al quale canalizza la loro rabbia contro qualcuno di evanescente e finché lo/li (ma chi so’ questi?) ringrazieremo eviterà di usare il piano B: la violenza nelle strade.
Dite di no?
Forse ho visto Homeland e Rubicon troppe volte…

Riproviamo: ci sono tre informazioni
– abbiamo incanalato la rabbia
– dovreste ringraziarci
– ci sarà violenza nelle strade

Ok, il problema è proprio quello, quale delle tre bugie dobbiamo assumere come vera?
Se è vero che una bugia si nasconde meglio in mezzo a due verità, qual è la bugia?
E se invece fosse un messaggio?
Abbiamo incanalato la rabbia significa che sanno come controllarla e direzionarla, e di conseguenza sanno come attivarla per far fare alle persone quello che vogliono!
Dovreste ringraziarci significa che hanno bisogno di fondi.E’ un messaggio, “ringraziateci” (tra virgolette) e, il terzo pezzo, non ci sarà violenza nelle piazze!
E’ chiaro!
Vogliono creare il caos per avere via libera con gli eserciti!
è il nuovo ordine mondiale che vuole prendere il potere facendoci credere che Grillo è dalla nostra parte, mentre invece lavora per loro!

Scusate, un altro weltanschauung da troppo Zeitgesit.

La mia idea, non troppo fantasiosa purtroppo, è che sia una involontariamente gigantesca operazione di marketing, guidata dai dati di google analytics.
Sull’argomento l’emerito professor Bill Hicks ha già detto tutto ciò che c’era da dire, sul quale credo nessuno possa aggiungere nulla mai più nella storia della vita inteligente su questo pianeta.
Probabilmente anche su altri…

Chiediamoci di nuovo, cosa c’è di male?
Nulla, eccetto che questi metodi di bromurazione di massa non hanno mai funzionato.
Probabilmente è un particolare trascurabile.
I sistemi cercano equilibrio fra forze diverse, Grillo non è equilibrio, è un punto di rottura.Dopo la rottura ci sono le esplosioni e poi una nuova ricerca di equilibrio.
Più lunga.
Grillo non rappresenta equilibri, rappresenta un conglomerato, come lui dice, di tutta la rabbia.C’è un po’ di fascimo dei primordi, un po’ del biennio rosso, un po’ di x-files (i want to believe), un po’ di settarismo animalista/vegano/alternativo, insomma è il contenitore, ma niente affatto la somma, ma neanche una seppur minimale sintesi, delle istanze che ciascuna di queste comunità portava.
Il risultato è che la palla è più grossa, ma il significato si perde e rimane solo un motivo per stare insieme: la rabbia.
Per capirci, è come se ti tirano addosso un mucchio di pezzi di puzzle, non ti fanno nulla, ad uno ad uno sono così leggeri che al massimo ti faranno solletico.
Però ognuno ha la sua forma e il suo posto e se li ammucchi tutti in posto solo, il puzzle non lo finirai mai, ci saranno sempre dei pezzi mancanti e spazi vuoti.
Ora supponiamo di prendere tutti quei pezzi e farne una palla, incollarli insieme e lanciarli di nuovo.Sono sempre gli stessi pezzi di puzzle, ma stavolta mi scanserei.
Solo che a guardarli, ormai, nessuno di loro ha più né la sua forma, né il suo posto, né può più tornarci, sta incollato.
Si può star certi che il puzzle non verrà completato.
Grillo è un po’ questo, una palla de rabbia scagliata a velocità fortissimo.

Tornando a pedro.
Tu vai li, scegli il tuo pedro, ci sono vari colori, lo accendi e lui fa nonononono come Hulk Hogan davanti ad André The Giant.
Allora il cinese te mette le pile nuove davanti a te, fa qualche rito satanico-cinese che evoca dei draghi pelosi che mangiano cani e delle stoffe fatte a Prato, e dopo le due tre volte che t’è servito non funziona più.
Che fai? lo butti? ma anche no, prima o poi la cambierai sta batteria (ah ma la prendo da un altro eh!) e poi è stato bello finché ha funzionato e non è un brutto oggetto.E poi attira anche l’attenzione, basta ricordarsi di fare la scena delle pile scariche “l’ho preso oggi, mortacci dei cinesi”.

Lo ricompri? Ma mica sei cojone! Due volte la stesa cazzata non la fai e poi neanche puoi andare da un cinese diverso, quelli se conoscono tutti, lo sanno, e dagli altri non cinesi sicuro costa di più (hai mai controllato? manco io!).
E manco è vero che vai a chiede delle pile nuove, tu sei un signore italiano, mica un micragnoso cinese che t’ha venduto pedro al prezzo di 12 euri che in pratica hai pagato per una batteria da orologio alimentata a “voja de vive de welby” che è morta de noia, per cui abbozzi, lo guardi e pensi “eh…”.

La morale è che è bello credere a pedro, che pedro te risolva un problema o faccia quello che credevi.È pure facile, perché in fondo hai pure fatto un’opera de bene, hai dato due spicci a dei poveracci che se fanno il culo e nessuno li apprezza… proprio come te! Ma te non vendi pedros, per cui non hai via d’uscita e nessuno che ti possa far capire che ti supporta.

Ma poi successe.Scattò involontaria, scattò l’ammiccata compiaciuta tra altri possessori di pedro mentre l’immarcescibile angolo de “il problema del consumo energetico oggi” si ripeteva stancamente.
A quel punto la rivelazione fu compiuta, non ero solo, eravamo in tanti, abbracciamoci fratelli.
Fieri di essere pedroers stappamo il miglior vino del discount che l’ho letto su internet che è buono, e cominciammo a crescere di numero.
Finalmente uscimmo dalle catacombe in cui ci avevano relegato e iniziammo a essere rispettati e temuti, e tutto questo, grazie a pedro.
Non più vergognosi della nostra condizione, potemmo gridare al mondo intero quanto fossimo felici di avere pedro!
Anche se pedro non serve più a un cazzo da 200 righe fa!

mi chiedo chi sia più furbo tra cinesi e genovesi…

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