Analizzare a caldo i dati delle Europee 2013 – divertiamoci coi numeri

Le elezioni Europee si sono appena concluse anche in Italia e mi sono messo subito al lavoro per capire come fossero andate davvero le cose.

C’è un dato che non verrà sollevato da molti di quelli che commenteranno, ovvero il dato che riguarda l’affluenza.
Siamo fermi a un misero 55,41%, ben 20 punti meno delle politiche e suppongo (senza prove, lo ammetto) che sia uno dei peggiori risultati della storia repubblicana, se escludiamo i referendum.

Andiamo subito ad analizzare i numeri per i due maggiori partiti, PD e Movimento 5 Stelle:

partiamo dal dato delle politiche 2013, dove il Movimento 5 Stelle si aggiudicò il primo posto (ma la legge premiava le coalizioni) con il 25,5%  pari a 8.689.458 voti.
In realtà, con l’affluenza al 75,41%, quel 25,5% si trasforma nel 19,12% degli aventi diritto.
Dato che già la dice lunga sulla crisi di rappresentanza nelle democrazie moderne, anche all’interno di quei movimenti che si dichiarano “dal basso” e “a favore di popolo”.
Dando per buono il risultato degli exit poll e a giudicare dalla faccia di Roberta Lombardi che ha appena parlato (circa mezzanotte del 25 maggio 2014) direi che lo sono, il 5 Stelle lascia per strada ben due milioni di voti.
Infatti il 26,5% di cui è accreditato, in virtù di un’affluenza al 55,41%, si trasforma in un ben più misero 14,68% ovvero 6.678.141 voti (voto più, voto meno).

Perde meno il PD, che passa da 8.644.523 8.197.399 voti.
Il calcolo è presto fatto 25,4% alle politiche (19,09% reale) e 33% a queste europee (18,10% reale).
Sono 450 mila voti in meno per Renzi, che però può cantare vittoria.
Grillo invece ne esce sconfitto, anche se dubito che lascerà, come aveva promesso il 3 aprile scorso.

In tutto questo ricordiamo che le elezioni sono Europee e gli eletti andranno al parlamento europeo.
Se Grillo voleva il referendum sul governo, lo ha perso, ma da quel punto di vista Renzi non sfonda, i suoi alleati si sono molto indeboliti.

Nota di colore: Berlusconi galleggia e rimane terza forza, seconda in virtù delle coalizioni.
Immortale.

UPDATE 00:20: I nuovi dati danno il PD addirittura oltre il 40% e il Movimento 5 stelle al di sotto del 25%. L’emorragia sembra molto più grave del previsto e la vittoria di Renzi ancora più netta.
Lo tsunami stavolta ha quasi spazzato via il grillismo, per lo meno ne ha ridotto di molto la spinta propulsiva.

UPDATE 01:00:
PD al 40% significherebbe circa 10 milioni di voti, con un incremento di un milione e mezzo di voti rispetto alle politiche.
Movimento 5 Stelle al 22% significa 5,5 milioni di voti, con una perdita di oltre tre milioni di voti.

Il colore del razzismo

Dopo che il governatore del Veneto Zaia aveva chiesto alla neo ministro Kyenge di andare a visitare la vittima di stupro da parte di un ghanese, mentre Salvini (con l’appoggio del prode Calderoli) l’aveva praticamente chiamata in causa come mandante dell’assassionio a mezzo piccone, avvenuto pochi giorni fa a Niguarda, ci aspettiamo che i tre suddetti vadano a spiegare ai parenti delle vittime dell’ultimo omicidio milanese ad opera di un italiano, che la colpa è del ministro Kyenge, degli immigrati irregolari, dei negri, ma soprattutto che lo ius soli agli italiani, forse, non andava dato.

Il metodo Gabanelli

Se c’è una cosa sbagliata nel movimento 5 stelle, ma bisogna essere onesti e dire in generale in Italia, negli ultimi 20 anni, per colpa di Berlusconi soprattutto, è che ogni volta che devono prendere una decisione, adottano il metodo Gabanelli.

Milena Gabanelli in una puntata di Vieni via con me. (S. D’Alessandro, Getty Images)

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Oggi è Walter Stucco day!

Come ben sapranno i miei studenti ed ex studenti, una delle mi fisse più incomprensibili è l’amore per i grafi euleriani, parola che io so scrivere ma non pronunciare.
Quando la dico io suona più o meno come eueuijano, ma i miei studenti capiscono lo stesso e capiscono che glieli spiego, spiego, rispiego, ma poi alla fine non servono a un cazzo perché non li metto mai nel compito di esame.

Anche Stucco si diverte a trollare.

Oggi Google rende l’onore dovuto a questo grande matematico a cui dobbiamo l’introduzione di concetti fondamentali in numero e di importanza assai rilevante, ricordando l’anniversario della sua nascita con un doodle.

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Nel caso fosse scaduto, potete trovarlo nell’archivio dei doodle.

Il sonno della ragione

Come tutti ben saprete, il mio curriculum accademico parla chiaro: io sono uno scienziato, di quelli seri, con i documenti che lo provano e, come tale, ho il dovere di difendere il sistema scientifico da qualsiasi attacco provenga dall’esterno.
Non è, come qualche analfabeta (in ambito scientifico) genovese potrebbe definitlo oggi, difendere una casta, è semplicemente il metodo che ha dimostrato di avere maggiori possibilità di arrivare a conclusioni valide e accettate da tutti, soprattutto da quelli che non erano d’accordo con noi al principio (e viceversa).
Cercare di smontare ogni piccolo dettaglio delle ricerche altrui, è ciò che rende la peer review a prova di bomba (o quasi).

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